Quando una persona si trova coinvolta in un procedimento giudiziario può emergere la necessità di comprendere meglio alcuni aspetti psicologici, relazionali, familiari, comportamentali o criminologici del caso.
In queste situazioni può essere utile il contributo di un professionista con competenze specifiche in ambito giuridico-forense e criminologico, capace di leggere il caso non solo dal punto di vista clinico ma anche all’interno del contesto processuale.
Si parla spesso di CTU, CTP, perizia, consulenza tecnica psicologica o consulenza criminologica, ma questi termini non sempre sono chiari per chi non lavora nel settore.
In questo articolo vedremo in modo semplice cosa significano, quali sono le principali differenze e quando può essere utile rivolgersi a uno psicologo forense o a un criminologo.
Che cos’è una consulenza tecnica psicologica?
La consulenza tecnica psicologica è un’attività professionale che utilizza conoscenze psicologiche, cliniche e forensi per analizzare questioni rilevanti all’interno di un procedimento giudiziario o di una situazione potenzialmente giudiziaria.
Può riguardare, ad esempio:
- separazioni conflittuali;
- affidamento dei figli;
- valutazione delle competenze genitoriali;
- danno psichico;
- stalking;
- violenza domestica;
- maltrattamenti;
- abuso;
- capacità di intendere e di volere;
- valutazione psicologica della vittima;
- analisi delle relazioni familiari;
- lettura tecnica di documentazione clinica o giudiziaria.
Lo psicologo forense non si limita a “fare diagnosi” ma analizza il funzionamento psicologico della persona in relazione a uno specifico quesito.
La domanda centrale non è solo:
“Che problema ha questa persona?”
Ma anche:
“Questo aspetto psicologico è rilevante per il procedimento?”
“In che modo può incidere sulla valutazione del giudice?”
“Quali elementi tecnici possono essere utili all’avvocato o alla parte?”
Che cos’è una consulenza tecnica criminologica?
La consulenza tecnica criminologica riguarda invece l’analisi di comportamenti, dinamiche criminali, condotte devianti, vittimologia e contesti relazionali o sociali collegati a un fatto di rilevanza giudiziaria.
Può essere utile in casi che riguardano:
- omicidi;
- stalking;
- femminicidio;
- violenza di genere;
- minacce;
- maltrattamenti;
- condotte persecutorie;
- reati violenti;
- dinamiche manipolative;
- escalation del rischio;
- analisi del comportamento criminale;
- analisi vittimologica;
- lettura criminologica degli atti.
La consulenza criminologica può aiutare a comprendere meglio il contesto del fatto, la criminogenesi e criminodinamica, la dinamica relazionale, i fattori di rischio, gli elementi comportamentali e la possibile evoluzione di una condotta.
Non sostituisce il lavoro dell’avvocato o del magistrato ma può offre una chiave di lettura tecnica utile per interpretare condotte, relazioni e dinamiche complesse.
CTU e CTP: qual è la differenza?
Una delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra CTU e CTP.
La CTU, cioè Consulenza Tecnica d’Ufficio, viene disposta dal giudice. Il CTU è quindi un ausiliario del giudice nominato per rispondere a specifici quesiti tecnici.
La CTP, cioè Consulenza Tecnica di Parte, viene invece nominata da una delle parti coinvolte nel procedimento, spesso con il supporto del proprio avvocato. Il CTP quindi è un consulente tecnico di parte nominato da una (o entrambe) delle parti coinvolte nel procedimento.
In parole semplici:
- il CTU lavora per il giudice;
- il CTP lavora per una delle parti;
- entrambi devono operare con competenza, rigore metodologico e correttezza professionale.
Il CTP non ha il compito di “dire ciò che la parte vuole sentirsi dire”. Il suo ruolo è tecnico: analizzare il caso, verificare il metodo utilizzato, formulare osservazioni, tutelare il contraddittorio e aiutare la parte e l’avvocato a comprendere gli aspetti psicologici o criminologici rilevanti.
Il Consulente tecnico può essere nominato anche prima della nomina di un CTU e prima di iniziare il processo, anzi spesso è consigliato avvalersi del suo supporto specialistico poiché può produrre relazioni tecniche utili.
Che cosa fa lo psicologo CTP?
Lo psicologo consulente tecnico di parte può svolgere diverse attività, tra cui:
- analizzare gli atti disponibili;
- confrontarsi con l’avvocato;
- partecipare alle operazioni peritali;
- osservare il metodo utilizzato dal CTU;
- formulare osservazioni tecniche;
- proporre approfondimenti;
- evidenziare eventuali criticità metodologiche;
- aiutare la parte a comprendere il percorso valutativo;
- redigere note tecniche o osservazioni.
In ambito familiare, per esempio, il CTP può essere coinvolto in procedimenti di separazione, affidamento, valutazione delle capacità genitoriali o situazioni di alta conflittualità.
In ambito civile può intervenire anche nei casi di valutazione del danno psichico.
In ambito penale può essere utile quando vi sono aspetti psicologici, comportamentali o criminologici da approfondire.
Che cos’è una perizia psicologica?
Il termine perizia viene spesso usato in modo generico ma tecnicamente dovrebbe essere utilizzato esclusivamente nell’ambito penale.
Nel linguaggio comune, molte persone parlano di “perizia psicologica” per indicare qualsiasi valutazione tecnica svolta da uno psicologo in un contesto giudiziario.
Tuttavia, è importante distinguere:
- la CTU, disposta dal giudice in ambito civile;
- la CTP, nominata da una parte;
- la perizia, generalmente collegata al processo penale;
- la consulenza tecnica, che può essere richiesta anche dalle parti o dagli avvocati.
Questa distinzione è importante perché ogni ruolo ha funzioni, limiti e responsabilità differenti.
Quando può servire una consulenza tecnica psicologica?
Una consulenza tecnica psicologica può essere utile quando una questione giuridica coinvolge aspetti emotivi, relazionali, cognitivi, familiari o psicopatologici.
Può essere richiesta, ad esempio, nei casi di:
Separazione e affidamento dei figli
Nei procedimenti familiari può essere necessario valutare il funzionamento genitoriale, la qualità della relazione genitore-figlio, il livello di conflittualità e i bisogni psicologici del minore.
Danno psichico
In alcune situazioni una persona può riportare conseguenze psicologiche a seguito di eventi traumatici, incidenti, violenze, lutti, mobbing, stalking o altre esperienze lesive.
Stalking e violenza
La consulenza può aiutare a comprendere gli effetti psicologici subiti dalla vittima, la dinamica relazionale e gli eventuali fattori di rischio.
Valutazioni genitoriali
Quando il giudice deve assumere decisioni che riguardano i figli, può essere necessario approfondire le capacità genitoriali e le dinamiche familiari.
Procedimenti penali
In alcuni casi possono essere rilevanti aspetti come la capacità di intendere e di volere, la suggestionabilità, la testimonianza, il trauma o la condizione psicologica della vittima.
Quando può servire una consulenza criminologica?
La consulenza criminologica può essere utile quando il caso richiede una lettura delle condotte, del contesto, della relazione tra autore e vittima o dei fattori di rischio.
Può essere utile, ad esempio, nei casi di:
- omicidio e tantato omicidio;
- stalking;
- violenza domestica;
- femminicidio;
- maltrattamenti;
- minacce;
- condotte persecutorie;
- manipolazione psicologica;
- escalation della violenza;
- analisi del rischio;
- lettura degli atti in procedimenti penali.
Il criminologo può contribuire a ricostruire la dinamica del comportamento, individuare eventuali pattern ricorrenti e offrire una lettura tecnica del caso.
Psicologo forense e criminologo: due competenze diverse ma complementari
Lo psicologo forense si occupa degli aspetti psicologici rilevanti per il diritto.
Il criminologo analizza invece il comportamento criminale, la devianza, la vittimologia, le dinamiche del reato e il contesto in cui una condotta si manifesta.
In molti casi, queste due competenze possono integrarsi.
Ad esempio, in un caso di stalking, lo psicologo forense può approfondire gli effetti psicologici sulla vittima e con la competenza criminologica può analizzare la dinamica persecutoria, l’escalation comportamentale e i fattori di rischio.
In una separazione altamente conflittuale, lo psicologo forense può valutare gli aspetti genitoriali e relazionali, mentre una lettura criminologica può essere utile se emergono condotte di controllo, minaccia, violenza o manipolazione.
Il ruolo dell’avvocato e il lavoro in équipe
La consulenza tecnica psicologica o criminologica è spesso più efficace quando nasce da una collaborazione con l’avvocato. Quest’ultimo conosce la strategia processuale, gli atti, le richieste della parte e il quadro giuridico.
Il consulente tecnico porta invece una lettura specialistica degli aspetti psicologici, relazionali, comportamentali o criminologici.
Il lavoro congiunto può aiutare a:
- comprendere meglio il caso;
- formulare meglio la strategia difensiva;
- formulare domande tecniche più precise;
- leggere criticamente una CTU o una perizia;
- individuare eventuali elementi da approfondire;
- preparare osservazioni tecniche;
- sostenere la parte nel percorso giudiziario.
Una consulenza tecnica non garantisce l’esito del processo
È importante chiarire un punto fondamentale, ossia che una consulenza tecnica non serve a “vincere una causa” a prescindere.
Il consulente serio non promette risultati, non manipola le valutazioni e non si sostituisce al giudice.
Il suo compito è offrire un contributo tecnico, fondato su competenza, metodo e correttezza professionale.
Una buona consulenza può però aiutare la parte e il suo avvocato a comprendere meglio gli elementi psicologici o criminologici del caso, evitando errori, semplificazioni o interpretazioni superficiali.
Quando richiedere una consulenza?
Può essere utile richiedere una consulenza tecnica psicologica o criminologica quando:
- si è coinvolti in una CTU;
- si deve nominare un CTP;
- si è parte in una separazione conflittuale;
- ci sono questioni relative all’affidamento dei figli;
- si ritiene di aver subito un danno psicologico;
- si è vittima di stalking, violenza o maltrattamenti;
- si è coinvolti in un procedimento penale;
- l’avvocato ha bisogno di un supporto tecnico specialistico;
- si vuole comprendere meglio la documentazione psicologica, clinica o giudiziaria.
- è necessario ricostruire la criminogenesi e la criminodinamica di un delitto.
In questi casi un primo confronto può aiutare a capire se vi siano i presupposti per un intervento tecnico e quale tipo di consulenza sia più adatto alla situazione.
Conclusioni
La consulenza tecnica psicologica e criminologica rappresenta uno strumento importante nei casi in cui il procedimento giudiziario coinvolge aspetti psicologici, familiari, relazionali, comportamentali o criminali.
Comprendere la differenza tra CTU, CTP, perizia e consulenza tecnica è fondamentale per orientarsi meglio e scegliere il professionista più adatto.
Lo psicologo forense-criminologo può offrire un contributo specialistico sia alla persona coinvolta nel procedimento sia all’avvocato che la assiste, favorendo una lettura più completa e tecnicamente fondata del caso.
Se sei coinvolto in una situazione giudiziaria e hai bisogno di una consulenza tecnica psicologica o criminologica, scrivimi per valutare il caso.
Ricevo a Palagiano, in provincia di Taranto, e offro consulenze anche online.
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