Quando si parla di affido o ancora di più di CTU genitoriali, l’attenzione si concentra quasi sempre sui genitori e sui figli. Tuttavia, ci sono delle figure che spesso entrano in gioco in maniera davvero significativa, anche se meno visibili: i nonni.
Molte famiglie italiane sanno bene quanto i nonni possano essere fondamentali nella crescita dei nipoti, sia come supporto pratico (stare con i bambini quando i genitori sono ad es. al lavoro) che come punto di riferimento emotivo-affettivo. Ma cosa accade quando ci troviamo in una separazione conflittuale che arriva in tribunale? Cosa accade quando viene disposta una consulenza tecnica d’ufficio (CTU)? Quale spazio hanno i nonni in questo tipo di valutazioni?
In questo articolo approfondiamo proprio questo tema, cercando di aiutare genitori, nonni e professionisti a comprendere meglio quale ruolo abbiano queste figure familiari all’interno delle famiglie, delle CTU, e come lo psicologo forense consideri la loro presenza..
Che cos’è una CTU genitoriale
La CTU è uno “strumento” che il giudice utilizza nei casi di separazione e affidamento dei figli, in cui è necessario valutare aspetti particolari del funzionamento di tutte le persone implicate nel processo, ivi inclusi i bambini. Il giudice, quindi, dispone una CTU per ottenere un parere da parte di un esperto psicologo o psichiatra.
L’obiettivo principale è sintetizzabile nel “fare l’interesse del minore”, ma cosa significa? Mettere gli interessi del minore davanti a tutti significa cercare di capire quale assetto familiare garantisca più stabilità, benessere e continuità affettiva al minore.
Per questo motivo, durante la CTU, vengono ascoltati e osservati:
- i genitori,
- i figli,
- e, in alcuni casi, anche altri familiari significativi: tra cui i nonni.
Ed è proprio qui che il loro ruolo può diventare cruciale.
Il ruolo dei nonni nella vita dei nipoti
In Italia, i nonni hanno tradizionalmente un ruolo centrale nella vita familiare. In molte famiglie si potrebbe dire che siano parte fondante della loro struttura. Infatti, non si limitano solo a “viziare” i propri nipoti, spesso sono un vero e proprio pilastro.
Per meglio comprendere quanto siano importanti nell’assetto familiare, riporto qui alcuni esempi:
- si occupano dei bambini quando i genitori lavorano,
- offrono supporto economico,
- rappresentano una figura di continuità affettiva nei momenti di cambiamento,
- possono essere un modello educativo positivo.
La letteratura scientifica sottolinea che i legami intergenerazionali possono avere un impatto positivo sullo sviluppo emotivo dei bambini: i nonni forniscono stabilità, ascolto, senso di appartenenza.
I nonni nelle CTU genitoriali: quando vengono coinvolti
Non in tutte le CTU vengono ascoltati i nonni, dipende dal caso specifico e dalla valutazione del consulente del tribunale. Alcune situazioni tipiche in cui i nonni entrano in gioco:
- Se hanno un ruolo quotidiano nella vita dei bambini (es. vivono nella stessa casa o si occupano spesso dei nipoti).
- Se sono figure sostitutive o integrative (ad esempio in caso di assenza o fragilità di un genitore).
- Se i genitori sono molto conflittuali e i nonni diventano un punto di equilibrio o, al contrario, di ulteriore conflitto.
In questi casi, il CTU può (e dovrebbe) ritenere utile incontrarli per comprendere meglio la rete familiare e valutare come la loro presenza influisca sul benessere dei minori.
Risorse e rischi legati ai nonni
È importante sottolineare che la presenza dei nonni può essere sia una risorsa, sia un rischio.
Quando sono una risorsa
- Offrono supporto emotivo stabile.
- Aiutano a mantenere un legame familiare solido, anche in situazioni di separazione.
- Possono garantire continuità quando i genitori attraversano momenti di difficoltà.
Quando diventano un rischio
- Se si schierano apertamente con un genitore contro l’altro.
- Se alimentano conflitti o parlano male dell’altro genitore davanti ai nipoti.
- Se cercano di sostituirsi al ruolo genitoriale.
Il compito dello psicologo nominato dal tribunale è proprio distinguere tra questi due scenari, valutando in maniera oggettiva l’impatto che i nonni hanno sulla vita del minore.
Come lo psicologo valuta i nonni in una CTU
Durante la CTU, il consulente può osservare i nonni attraverso:
- Colloqui individuali o di coppia con loro,
- Osservazioni dirette delle interazioni con i nipoti,
- Raccolta di informazioni dai genitori e dai bambini stessi.
I criteri principali di valutazione che dovrebbero essere presi in considerazione sono:
- Qualità della relazione affettiva, ossia il bambino si sente sicuro, accolto, rispettato?
- Neutralità rispetto ai conflitti, in altre parole i nonni favoriscono un clima disteso o alimentano la tensione?
- Capacità di sostenere i genitori, ovvero i nonni supportano o invadono lo spazio genitoriale?
I nonni e il diritto di visita
Dal punto di vista giuridico-legale, i nonni non hanno gli stessi diritti dei genitori, ma negli ultimi anni si è parlato molto di “diritto dei minori a mantenere rapporti significativi con i nonni”. Anche la Corte di Cassazione ha sottolineato più volte che i nonni sono parte importante della vita del bambino, e che il loro rapporto non va interrotto se è positivo e funzionale al benessere del minore.
Esempi pratici
Per rendere più chiaro l’impatto che i nonni nelle CTU, presento qui alcuni scenari tipici:
- Caso 1 – Nonni risorsa: la madre lavora su turni, il padre vive in un’altra città. I nonni materni garantiscono una presenza costante e affettuosa. In questo caso, il CTU sottolinea il loro ruolo positivo.
- Caso 2 – Nonni conflittuali: i nonni paterni parlano male della madre davanti ai nipoti, alimentando ansia e confusione nei bambini. Qui la CTU può evidenziare un rischio per il benessere dei minori.
- Caso 3 – Nonni sostitutivi: entrambi i genitori hanno difficoltà personali, e i nonni diventano figure di riferimento stabili. La CTU li considera una risorsa, pur segnalando la necessità di rafforzare la funzione genitoriale.
Il ruolo del CTP: tutelare la visione di parte
Quando viene nominato dal giudice un CTU, ciascun genitore può nominare un proprio CTP (Consulente Tecnico di Parte), cioè uno psicologo di fiducia che segue le operazioni peritali. Per quale motivo?
Il CTP ha un ruolo fondamentale:
- osserva e commenta il lavoro del CTU,
- segnala eventuali criticità,
- tutela il diritto del proprio assistito a una valutazione equa.
Anche rispetto al coinvolgimento dei nonni, il CTP può sottolineare aspetti che rischiano di essere trascurati: ad esempio il valore affettivo della relazione con i nonni, oppure al contrario il rischio di un’influenza negativa.
Conclusioni
I nonni quindi possono essere una figura di grande valore da considerare all’interno delle CTU genitoriali, ma non sempre la loro presenza è automaticamente positiva. Dipende dalla qualità della relazione, dal loro atteggiamento nei confronti dei conflitti familiari e dalla capacità di rispettare il ruolo dei genitori.
Lo psicologo forense ha il compito di valutare tutto questo con attenzione, sempre nell’ottica del miglior interesse del minore.
Se stai vivendo una separazione conflittuale e pensi che i nonni possano avere un ruolo importante nella vita dei tuoi figli, oppure se sei un nonno che teme di perdere il legame con i nipoti, il supporto di un professionista può fare la differenza.
Come psicologo clinico, giuridico-forense e CTP in Puglia, mi occupo di consulenze tecniche e di accompagnare le famiglie in questi percorsi delicati.
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